Come accogliere il tuo ”lato oscuro”

La vita è fatta di luci e ombre, di alternanza di giorno e di notte, lo yin e lo yang. Senza l’uno non esisterebbe l’altro. Anche noi siamo fatti di questa luce e di queste ombre, ma vorremmo che fosse sempre la luce a splendere, vorremmo che le nostre ombre non venissero mai in superficie e restassero celate, o peggio ancora, vorremmo eliminarle.


Questo atteggiamento deriva dai condizionamenti con i quali siamo cresciuti e che ci hanno insegnato che dobbiamo aspirare alla perfezione in tutto e per tutto, che non possiamo permetterci di avere “difetti”, che dobbiamo sorridere a ogni costo, che piangere è segno di debolezza, che arrabbiarsi e fare valere la propria opinione è sbagliato.


Come se non bastasse, ci sono i social network che ci propongono immagini di persone perennemente felici, forti, che hanno una vita perfetta. Ma perfetta per chi? E secondo quali canoni?


Premesso che la perfezione non esiste, sei tu a sapere cosa è perfetto e giusto per te.

E così sei sempre tu a scegliere quale rapporto avere con te stesso: se combatterti, odiarti, non piacerti, oppure se accettarti e accoglierti per ciò che sei con il tuo yin e il tuo yang, con quelle meravigliose forze opposte che ti abitano.


Immagina la bellezza di un fiore, il fiore cresce partendo dal seme che ha bisogno dell’oscurità per maturare e infine sbocciare in tutta la sua bellezza. L’oscurità è essenziale anche per la nostra crescita, pertanto non aspirare a combattere ed eliminare i lati del tuo carattere che ritieni oscuri, semplicemente, ma impara ad accoglierli.


Quando rifiuti uno o più aspetti di te, spesso il corpo ti manda dei segnali per avvisarti che stai trascurando una parte importante del tuo essere per senso del dovere, vergogna, adesione a modelli esterni, ecc. La prima cosa da fare è ascoltarli per percepire cosa ti vogliono dire, per comprendere se c’è una parte di te che stai rifiutando e, se sì, quale.


Posa lo sguardo su te stesso e inizia a vedere la varietà che ti appartiene, ma osservala senza giudizio, avrai accesso a un mondo nuovo di possibilità. I tuoi lati “oscuri” possono diventare dei tuoi punti di forza se sai utilizzarli nel modo giusto. Ad esempio, la rabbia può diventare energia costruttiva, l’invidia lo stimolo a fare meglio, l’introversione un’occasione di introspezione e profondità, e così via. Dipende solo dalla prospettiva dalla quale osservi e dal tuo atteggiamento.


Quando vivi un conflitto con te stesso, impara a riconoscerlo, a guardarlo e a comprendere quale lato di te hai negato: cambiare non significa mai trovare la soluzione al problema interiore che non avevi considerato, ma è poter passare oltre e non considerarlo più un problema. Questo implica fermarsi a osservare, accettare che anche quella caratteristica faccia parte di te, e andare oltre.


Smettere di resistere è l’unico modo per combattere i propri “demoni”, la cedevolezza è sempre la chiave, come insegna l’acqua, del resto. A questo scopo, ti propongo un esercizio pratico per imparare a riconoscere e a convivere con un lato di te che hai consciamente o inconsciamente negato.


Immagina di tenere in mano una pietra che rappresenta il lato di te che neghi, ora inizia a camminare verso un fiume e appoggia la pietra per terra. Immagina di immergerti lentamente nell’acqua limpida senza paura. Senti il piacere dell’acqua che scorre sul tuo corpo. Immagina di essere una cosa sola con l’acqua. Lasciati andare come fa l’acqua e lasciati fluire con cedevolezza oltre le nozioni classiche di spazio e di tempo. In questo flusso spontaneo, non c’è più nessun lato oscuro, no c’è più una parte di te da combattere, ma come l’acqua, semplicemente sei in tutta la tua interezza e naturalezza. Come l’acqua non devi né scegliere, né decidere, devi semplicemente essere.








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