Detox di primavera: ecco com’è andata!

Ogni anno mi dedico al mio periodo di detox in primavera e quello di quest’anno si è appena concluso. In questo post ti racconto brevemente com’è andata e come mi sentivo prima e durante il percorso, e come mi sento ora che l’ho concluso.Ti svelo anche quali sono stati i miei momenti di crisi.


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La premessa da fare è che seguo già un’alimentazione a base vegetale e macrobiotica, per cui non ho dovuto apportare cambiamenti radicali alle mie abitudini. Tuttavia, ho eliminato per un periodo alcuni alimenti, mentre altri li ho ridotti e ti confesso che non è sempre stato facile.


Quando ho iniziato questa “depurazione” venivo da un periodo molto intenso dal punto di vista lavorativo, e non sempre emotivamente facile a causa delle varie restrizioni. Non posso dire di vivere con difficoltà questa situazione, ma di fatto, il non poter uscire, vedere amici, andare in palestra ecc. rende difficile separare il lavoro dalla vita privata e anche trovare l’ispirazione per i nuovi contenuti.


Ho scelto di iniziare la mia depurazione dandomi un periodo di 2 settimane come durata minima e iniziando in una settimana nella quale sapevo che avrei avuto più tempo da dedicare a me stessa e al ritrovare le mie energie.


Infatti, nelle settimane precedenti, complici i numerosi impegni e la stanchezza fisica che ne derivava, mi ero concessa un po’ troppi tè neri (che per me sono come il caffè perché non ne bevo e ti assicuro che hanno un effetto simile quando non sei abituato!!!!) e anche una buona dose di biscotti che mi “addolcivano” un po’ le giornate. Sì perché spesso quando siamo stanchi, il cibo ci fa da “aiutante”, il problema è che io non avevo scelto in questa fase i cibi giusti e c’era già un leggero mal di pancia serale a ricordarmelo.


Inizio quindi il mio periodo di depurazione e devo dire che mi sembra fin da subito un miracolo: non sono stanca, niente effetto tipo jet lag dovuto all’abbandono del tè nero, zero voglia di biscotti, anzi… tutto super bene! Sono orgogliosa di me stessa!


La prima cosa che noto è che anche il minimo mal di pancia che ogni tanto mi veniva a trovare nelle giornate più impegnative è scomparso, niente più quel fastidio al collo che qualche mattina mi dava il buongiorno. Niente! Fantastico! Sono sempre più orgogliosa di me stessa!


Ma… arriva la fame, quella proprio che ti mangeresti anche il tavolo!!! Sì perché avendo eliminato la frutta secca e le varie creme di mandorle e tahin per un po’, e avendo tolto l’olio per qualche giorno per poi re-introdurlo, anche se in piccole quantità, mi sento costantemente affamata! Il grasso della frutta secca e dell’olio, non solo mi fa sentire sazia, ma anche molto soddisfatta.


E allora ho fame e vago da una parte all’altra della casa chiedendomi cosa mangiare perchè “no, frutta secca no! Pane e tahin nemmeno…” Ok! Mi metto a produrre quantità industriali di kanten, mousse di frutta, budino di cous cous e pane al vapore! Dopo tutto non devo dimagrire quindi mi do alla pazza gioia con questi prodotti che sono perfetti per il mio detox. Ad ogni pasto mi devo abituare ad aumentare le quantità perché non faccio più la solita merenda con tahin o mandorle tostate e finalmente, dopo qualche giorno, riesco a trovare un buon equilibrio tra la quantità di cibo che il mio corpo richiede e la qualità.


Tutto procede benissimo, ma poi gli impegni lavorativi nella seconda settimana di detox si intensificano e al mattino inizio a sentirmi giù. Il pensiero, la sera prima di andare a dormire era: “domattina un po’ di tahin nel porridge ce la metto, ma solo un pochino giusto per sentirmi più soddisfatta!”. E la mattina il pensiero andava alle tazze di tè nero che mi sognavo ad occhi aperti.


Nonostante tutto, non ho mai ceduto perché:

- Ero consapevole che si trattava solo un meccanismo perverso della mente

- Mi sentivo estremamente bene e ho continuato a mantenere questa motivazione nella mia testa.


Un altro momento di difficoltà è stato il grande freddo: queste settimane sono state più fredde del previsto ed è tornato l'inverno. L'inverno non è il momento per la depurazione perchè il corpo ha bisogno di più cibo per scaldarsi. Non appena mi sono resa conto che il mio corpo richiedeva un re-integro di alcuni alimenti proprio a causa di una sensazione di freddo, soprattutto serale, ho scelto di re-introdurli senza troppi problemi, dopo tutto erano già passate due settimane.


Alla fine, trovata la giusta "bussola" anche per l'inaspettato clima invernale, ho scelto di andare anche oltre le 2 settimane, proseguendo per un totale di 30 giorni che, al momento in cui ti scrivo, stanno per terminare. Mi sento davvero benissimo.


Quello che posso concludere dopo questo periodo di depurazione è che è una fase dell’anno che oltre a fare bene al corpo, fa benissimo anche all’anima.

In questi momenti ti rendi conto di quando non sia il corpo a chiedere un determinato alimento, ma di quando invece sia spesso la mente che ti induce a desiderarlo e a consumarlo. Magari per abitudine, magari per noia o in risposta a qualsiasi altra emozione. Per questo il punto di partenza rimane sempre la consapevolezza del proprio rapporto con il cibo.


Ora sono pronta a condividere totalmente questo percorso con te nel corso DepuriAmo che partirà a breve e nel quale ti insegnerò come organizzare il tuo periodo di detox personale sulla base delle tue necessità.


Il corso includerà anche un lavoro di consapevolezza alimentare per comprendere il tuo rapporto con il cibo prima di iniziare a cambiare alimentazione e molto altro. Faremo insieme 2 settimane di detox totale!


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